Stemma Canepina Comune di Canepina - Provincia di Viterbo

Il castagno

Monumento naturale di Canepina

     

Non poteva esserci titolo migliore, che quello scelto dai ragazzi dell'istituto comprensivo di Canepina per il libro realizzato in onore della castagna "IL CASTAGNO, Il monumento naturale di Canepina" pubblicato nel 2002 al concorso "SGUARDI AL BENE CULTURALE" organizzato dall'amministrazione provinciale di Viterbo.

 

Immagini dei castagneti canepinesiIl Castagno e i suoi frutti oltre ad essere l'immagine e il simbolo del paese, rappresentano il fulcro dell'economia Canepinese:

  • Superficie agroforestale complessiva: 1500 ha
  • Superficie agroforestale coltivata a castagneto da frutto: 800 ha
  • Produzione annua di castagne: 25.000 q
  • Produzione annua di marroni: 1500 q

 

 

 

Le castagne della Tuscia (Fonte: tusciaweb.it) Con il 30% della produzione regionale e l'8% di quella nazionale le castagne nella Tuscia occupano da sempre un ruolo di primo piano. Nella provincia sono diffuse diverse qualità iscritte nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali: il marrone dei Monti Cimini e il marrone di Latera. Immagini dei castagneti canepinesi
Appartenente alla qualità del "Marrone fiorentino" il Marrone dei Monti Cimini ha trovato in questa zona il suo habitat più idoneo per cui è considerato dagli esperti uno dei migliori d'Italia. Questo territorio comprende i comuni di Ronciglione, Caprarola, Soriano nel Cimino, Canepina, Vallerano e Viterbo. La polpa è dolce, di ottima qualità, e presenta una buona resistenza ai processi industriali. La maturazione dei frutti avviene intorno alla seconda decade di settembre per un periodo di circa 20 giorni.


Il Marrone di Latera, prodotto nell'alta Tuscia, presenta un colore tendente al rossiccio. Il sapore è dolciastro, più o meno intenso. La raccolta delle castagne avviene manualmente per tutto il mese di ottobre.


Immagini dei castagneti canepinesiNella nostra tradizione gastronomica le castagne vengono utilizzate fresche, soprattutto arrostiste o lessate in padella con l'aroma del finocchio selvatico. Un particolare modo di conservarle consiste nella loro trasformazione in castagne secche (Mosciarelle) dalle quali si ottiene la farina per fare il "Castagnaccio".  

 

Dati sulle castagne della Tuscia

  • Superficie coltivata in provincia 2.800 ettari
  • N° aziende castanicole in provincia 1.900 aziende
  • Produzione provinciale tra i 40.000 e i 65.000 Q.li


La produzione provinciale è il 30% di quella regionale e l'8% di quella nazionale Immagini dei castagneti canepinesi
Comuni interessati: Canepina, Vallerano, Viterbo, Caprarola, Soriano, Carbognano, Ronciglione, Vignanello, Capranica. Circa il 70% della superficie totale è però concentrata nei comuni di Canepina Vallerano e Viterbo.

  • Canepina 756 ettari n. aziende 355
  • Viterbo 395 ettari n. aziende 296
  • Vallerano 414 ettari n. aziende 268
  • Caprarola 393 ettari n. aziende 265
  • Soriano nel C. 227 ettari n. aziende 238
  • Ronciglione 241 ettari n. aziende 69
  • Carbonano 127 ettari n. aziende 137


Immagini dei castagneti canepinesiIl 50% della superficie castanicola provinciale è concentrata in aziende con più di 20 ettari di S.A.U. Nella provincia sono diffuse diverse qualità.


Il marrone primaticcio, dalle discrete caratteristiche organolettiche e gustative è diffuso soprattutto nei Comuni di Carbognano e Vallerano.

Il marrone fiorentino comunemente definito “marrone” ha ottime caratteristiche organolettiche ed una buona resistenza alla lavorazione industriale. E' piuttosto diffuso in tutto il territorio provinciale.

La castagna, anche questa è diffusa in tutto il territorio vocato ed ha buone caratteristiche organolettiche e di lavorazione industriale.